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giovedì 12 maggio 2011

Il Tarassaco

















STORIA DI ERBETTE:IL TARASSACO
di Loredana Circi - biologa nutrizionista - loredana.circi@tiscali.it







La primavera, subentrata al freddo inverno, ha rivestito i prati e i campi delle nostre zone. La natura si è risvegliata dando il meglio di sé sia come colori e profumi sia come nuovi prodotti di una terra che finalmente ha ripreso vigore.
Anche la nostra alimentazione tende, in questo periodo, a riscoprire sapori e profumi che richiamano il risveglio della terra ed ecco appunto che sulle tavole primaverili vengono presentati vegetali semplici, pressoché ubiquitari ma dalle infinite virtù, uno tra questi è il Tarassaco.
Il Tarassaco, “Taraxacum officinalis” per i botanici, è una pianta erbacea perenne originaria dell’Asia minore, della famiglia delle Asteracee, ubiquitaria e infestante, soprattutto per le sue radici che, sprofondando molto nel terreno, sono difficili da estirpare.
Al nome botanico si affiancano, per il Tarassaco , molte altre denominazioni, dialettali, regionali, che mettono in evidenza sia la sua diffusione sia le proprietà “officinali” riconosciute soprattutto nella medicina “popolare”.
Tra le tante, “dente di leone”, “pissacan”, “piscialletto” sono alcuni degli appellativi che mettono in evidenza la diffusione e le spiccate proprietà diuretiche di queste foglie.
Vediamo, quindi di evidenziare quali proprietà vengono attribuite a questa
piantina, rivalutata dalla medicina moderna prendendo spunto dalla tradizione popolare.
Il Tarassaco esplica le sue attività sulle grandi ghiandole del nostro corpo:
• Agisce sui reni, stimolando la diuresi;
• Agisce sul fegato esplicando un’attività colagoga e coleretica, stimolando e regolando, cioè, la secrezione della bile, favorendo quindi il processo digestivo soprattutto dei grassi ,
• Funge da epatoprotettore e disintossicante;
• A livello intestinale esplica un’attività amaro digestiva tonica, stimolando tutte le ghiandole dell’apparato gastroenterico, risulta inoltre utile in caso di inappetenze e dispepsie;
• È immunostimolante e ipoglicemizzante.
Il Tarassaco contiene numerosi principi attivi, tra questi le vitamine A , B, C, potassio, fitosteroli, principi amari ( tarassicina e tannino), flavonoidi, cumarine , carotenoidi e Inulina (prebiotico che agisce sull’attivazione della flora batterica intestinale.
La raccolta riguarda le foglie più fresche della rosetta basale, prima cioè che si sviluppi il fiore dal caratteristico colore giallo.Le foglie si possono utilizzare semplicemente crude in insalata, o leggermente lessate per non alterare i principi già menzionati.
Il sapore amarognolo si adatta bene a contrastare il neutro di carni bianche, come l’agnello il cui abbinamento risulta particolarmente adatto.
Sull’Altopiano di Asiago, a Conco, per la precisione, si verifica una combinazione pedoclimatica che fa del Tarassaco un’erba così tenera e delicata, quasi dolce da essere utilizzata per impieghi insoliti, quali dolci, biscotti e frittelle, e tale da vantare la denominazione De.Co.

Cosa aggiungere ancora, il Tarassaco è un vero e proprio toccasana per il nostro organismo, e da ultimo, considerando che la sua raccolta richiede tempo e che ci consente di stare all’aperto, approfittiamo di questo momento anche per aumentare la nostra attività fisica.

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