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giovedì 12 maggio 2011

Salutare con stile























Garbo di primavera: ancora sui saluti

di Patrizia Landini - patrizia.l@viavaimagazine.it




Il mese scorso abbiamo iniziato questo excursus sui saluti, vediamo, allora di completare l’elenco di situazioni in cui ci si può trovare durante una presentazione e come comportarsi al meglio, senza eccessi, ma con classe.

° Se ci si imbatte in una vecchia conoscenza, forse troppo vecchia o troppo occasionale, per essere certi che possa ricordarsi di noi, cerchiamo di non esordire con un imbarazzante: “Spero che lei/tu mi riconosca…”, oppure: “ ma non mi riconosci?” lasciando così l’interlocutore in balia del dubbio amletico se e dove ci abbia già incontrato, senza la minima idea di chi gli sta davanti e di come fare per ricordare.
Meglio usare una frase più chiara ed esplicita del tipo: ”Sono Mario Bianchi. Come sta? Ci siamo conosciuti a Venezia, alla Biennale qualche tempo fa”. E’ molto probabile che funzioni!
° Durante la presentazione in un salotto, l’uomo si alzerà sempre, anche quando gli viene presentato un altro uomo; la donna invece rimarrà seduta, a meno che la persona introdotta non sia anziana o di particolare prestigio. Ci si alzerà per l’illustre professore, per la vecchia contessa, per la nonna dell’amico…
Mai e poi mai una donna si dovrà alzare, anche se il giovane che sta per conoscre è l’affascinante delfino del grande partito o della grande industria.
° Può capitare di non ricordare il nome di qualcuno che si deve presentare, meglio non farsi prendere dal panico, ma fare una pausa per permettergli di inserire il suo nome; e se costui non ha la prontezza sufficiente, occorre superare l’imbarazzante situazione con una battuta spiritosa e lasciare a lui il compito di presentarsi.
Per esempio: “Ti/Le presento il migliore conoscitore di vini che io abbia mai incontrato, o... il più simpatico compagno di viaggio…”!
° Spesso si sente dire “salve” come forma di saluto. Salve in lingua latina augurava "Stai bene". Ha tono amichevole e familiare. E’ particolarmente utilizzato dai giovani che non sanno come rivolgersi, ad esempio, a una persona più "matura".
° Quando si trasloca in una nuova casa, il bon ton raccomanda di non dimenticare di presentarsi ai vicini di casa. Da noi, in Italia, non ci sono regole precise, l’importante è che si faccia nel modo più discreto possibile, alla prima occasione d’incontro. Nei Paesi Anglosassoni i vecchi inquilini invitano i nuovi per fare conoscenza.
Tenete sempre presente che, di regola, un'eccesso di confidenza con chiunque e' potenzialmente dannoso in molti sensi ed e' meglio evitarlo sempre, specialmente sul posto di lavoro.
Vediamo alcune di queste regole di base, dettate dal buon senso e dall'educazione, che è opportuno seguire sempre, in ogni tipo di azienda relativamente ai saluti:
° Quando si presentano due persone l'una all'altra, rivolgersi sempre per prima alla persona che occupa una posizione gerarchica superiore: "Dott. Bianchi, le presento il Sig. Rossi, il nostro nuovo Assistant Editor. Sig. Rossi, il nostro Accountant, il Dott. Bianchi".
° Dare la mano a qualsiasi persona si incontra per la prima volta.
° Alzarsi per salutare qualsiasi persona che entra nel proprio ufficio, tranne i colleghi con i quali si lavora solitamente, ed invitarla ad accomodarsi.
° Bussare sempre prima di entrare in un ufficio se la porta è chiusa, ed aspettare di essere invitati ad entrare prima di aprirla. Prima di cominciare a parlare chiedere se si disturba o si sta interrompendo qualche lavoro importante.
° Parlare in modo educato e trasparente. Evitare i pettegolezzi, l'arroganza, le minacce ed il sarcasmo.
° Cercare di essere in buoni rapporti con tutti, ma scegliere di approfondire le amicizie in modo oculato: essere troppo in confidenza con i colleghi con i quali si deve lavorare può essere controproducente.
° Se non si sopporta qualche collega, cercare di mantenere comunque rapporti formalmente cortesi con lui/lei. Non accusare apertamente o adottare atteggiamenti dispregiativi.

° Ringraziare e mostrare riconoscimento per l'aiuto ricevuto dai colleghi.
° I chiacchieroni possono fare perdere molto tempo del proprio lavoro. Le conversazioni indesiderate possono essere gentilmente interrotte senza causare offese con una frase del tipo: "Mi dispiace, ma adesso devo veramente tornare al lavoro".
° Durante una conversazione con il proprio superiore, aspettare sempre di essere congedato e non prendere l'iniziativa di finire l'incontro.

Un piccolo discorso a parte merita il bon ton via internet, ne parliamo sul Via Via magazine di giugno.

Buona educazione a tutti.

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