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venerdì 27 agosto 2010

Torna il giro della Rua a Vicenza





















Si avvicina la grande festa del Giro della Rua: sabato 4 settembre corteo di 1000 persone e spettacolare cerimonia in piazza dei Signori.

Conto alla rovescia per la grande festa del Giro della Rua, un simbolo della città ritrovato.

Sabato 4 settembre, alle 21, un corteo di 1000 persone sfilerà lungo le strade del centro storico con a capo la “Ruetta”, riproduzione in scala ridotta della grande giostra realizzata nel 1444, per giungere fino in piazza dei Signori, dove ci sarà la spettacolare illuminazione della storica macchina ricostruita a grandezza naturale.
E’ da qualche anno che la città ha riacceso l’interesse per il suo storico simbolo, la grande giostra familiarmente chiamata la Rua, nata nel 1444 per volere dell’ordine dei notai che ne hanno finanziato la costruzione, mantenendo ben visibile al centro il proprio simbolo, la ruota. Per sei secoli la Rua e il suo famoso “giro” all’interno del centro storico hanno rappresentato la stessa città di Vicenza, prima in occasione della festività del Corpus Domini, poi con l’apposizione dei vessilli civici modificati con il mutare della situazione politica: si sono infatti avvicendate una Rua vicentina, una “rivoluzionaria” francese, quella austriaca, fino alla Rua fascista che concluse la sua esperienza nel 1928 con l’ultima apparizione pubblica. Fu proprio in quell’anno che, sotto una pioggia battente, la Rua compì il suo ultimo giro, di cui resta un annebbiato filmato dell’Istituto Luce. Con i bombardamenti della seconda guerra mondiale venne perso anche il macchinario, affidando dunque a foto, locandine, ricordi e soprattutto alle pubblicazioni di Walter e Antonio Stefani, la memoria di questo grande simbolo._
Oltre al Giro della Rua, Vicenza aveva un suo palio, come Siena e Asti, che proseguiva la festa popolare con una partecipazione straordinaria di persone e mezzi.
Dopo che la ricostruzione della storica macchina della Rua, per i 100 anni di AMCPS festeggiati nel 2007, è nato un Comitato che a maggio si è costituito in associazione per promuovere l’antica tradizione e inserirla nel panorama italiano ed europeo delle feste storiche. Al sindaco spetta la carica di presidente dell’associazione, mentre il presidente dell’ordine dei notai ha assunto la carica di vicepresidente. Gli altri membri dell’associazione, indicati da enti e istituzioni o singole persone, rappresentano la città e le sue forze culturali, politiche e imprenditoriali.
Il 4 settembre di quest’anno, su iniziativa del Comitato, ritorna il grande Giro della Rua, che inaugurerà il ricco settembre vicentino alla vigilia della Festa dei Oto.
L’iniziativa ha il patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali, Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici per le province di Verona, Rovigo e Vicenza e viene realizzata grazie a una serie di contributi pubblici e privati, tra i quali quello di 20 mila euro della Regione Veneto, concesso dall’assessore al turismo Marino Finozzi._
Questa mattina l’evento è stato presentato dal sindaco Achille Variati, da Paolo Brando in rappresentanza dell’Ordine dei notai, dal consigliere provinciale Pietro Magaddino in rappresentanza del presidente Attilio Schneck e da Davide Fiore, segretario del Comitato e regista della festa._“Quest’iniziativa – ha detto il sindaco – ha preso forma grazie a una grande collaborazione tra istituzioni, realtà associative, ordini professionali. La nostra volontà è di riprendere un’antica tradizione nella quale i vicentini si sono per secoli riconosciuti. L’attenzione che colgo nei mondi associativi verso questa iniziativa, la partecipazione di tante istituzioni, dimostrano la voglia di stringersi attorno a un simbolo che rappresenti la comunità. Ma ci muoveremo perché questo simbolo possa avere anche un effetto sullo sviluppo turistico della città”._
“La Provincia – gli ha fatto eco il consigliere Pietro Magaddino – è ben felice di contribuire al recupero di questa storica festa perché le istituzioni hanno il dovere di non disperdere le tradizioni che rappresentano la nostra storia”._“Anche il notariato vicentino – ha ricordato Paolo Brando – è particolarmente orgoglioso per la rinascita della festa della Rua, simbolo dei notai fin dal 1270, come ponte tra passato e futuro, così come tra passato e futuro si pone la nostra categoria, pronta alla sfida dell’atto telematico garantendo la stessa sicurezza dell’antico atto notarile cartaceo”.
La serata avrà inizio alle 21, quando un corteo di quasi 1000 persone che rappresentano le associazioni, i gruppi sportivi, le confraternite, gli ordini militari e gli ordini professionali del territorio, muoverà da piazza Duomo. La sfilata sarà capeggiata dalla Ruetta, la riproduzione in scala di proprietà dell’Ipab che l’ha realizzata nel 1949 e di recente restaurata ad opera di Giovanni Zanini. La Ruetta, che pesa 400 chili ed è alta 8 metri, si presenterà con una cascata di fiori, naturalmente biancorossi. A sostenerla, a turno, saranno 18 atleti vicentini accompagnati dal ritmo della fanfara storica degli alpini._
Da piazza Duomo il corteo raggiungerà piazza Castello, percorrerà quindi corso Palladio, e contrà Santa Barbara da dove entrerà in piazza dei Signori.
In piazza dei Signori, dalle 22, ci sarà la spettacolare cerimonia di illuminazione della storica grande Rua ricostruita da Amcps, alta 24 metri e del peso complessivo di 300 quintali, installata fina dai prossimi giorni in piazza.
Saranno le diverse arti dello spettacolo a condurre la festa di piazza: “Non una rievocazione storica e filologica di una manifestazione con 6 secoli di storia – ha detto Davide Fiore, regista della manifestazione – soluzione peraltro non praticabile per quanto riguarda il trasporto della grande Rua dati gli attuali parametri di sicurezza, ma una celebrazione attraverso una grande festa della contemporaneità vicentina”.
Vicentino sarà del resto anche il cast che animerà la cerimonia di illuminazione, coinvolgendo musica, teatro, danza, opera lirica e tanta tecnologia luminosa.
Aristide Genovese e Matteo Zandonà di Theama teatro interpreteranno le voci popolari della Rua, con un copione studiato sui declami dei secoli scorsi, scritti per la manifestazione. L’antico corpo bandistico di Centrale di Zugliano assicurerà dal vivo la colonna sonora della serata, assieme ai 16 elementi della fanfara storica degli Alpini.
La danza sarà affidata al corpo di ballo di DNA Danza che giocherà sull’improvvisazione e sugli spazi ampi della piazza.
Per valorizzare la voce di Andrea Zaupa, baritono vicentino dello stabile di Bologna, è stato inventato il personaggio del “capitano della città”, che declamerà a cappella, direttamente dal balcone della Loggia Bernarda alcuni sonetti musicati per l’occasione.
In questa prima edizione “musa dei nodari”, cioè dei notai, sarà Anna Rigon, presentatrice e modella, finalista di miss Universo nel 2002, che indosserà un abito da gran sera con i colori di Vicenza, creato per l’evento dallo stilista russo Sergei Grinko. Uno spettacolo luminoso curato dalla Raggi di Luce si intersecherà con la musica dal vivo.
Dopo le 23 la festa di piazza proseguirà con uno spettacolo di Casanova Venice Ensemble, diretta dal maestro Tino Carollo (Leone D'oro alla Carriera nel 2006 al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia ), con arrangiamenti ritmico-sinfonici di Antonio Lanzillotti. "Hallo Musical" il titolo dell’evento, un viaggio nel mondo del grande musical, da Cats a Jesus Christ Superstar, da Blues Brothes a Fame. Sul palco, con i musicisti, le voci di Chiara Luppi (Balia nel Giulietta e Romeo di Cocciante ), Mauro Donà, Vittorio Zambon (primo premio come miglior interprete protagonista nella Rassegna Teatro d’autore 2008 Jean Val Jean), Davide Basso ed Anna Bille (è nel cast del musical "Il conte di Montecristo" di Gino Landi), e il corpo di ballo di Armonia Danza che suggerirà, con coreografie originali di Alessandra Dall'Amico, atmosfere ed ambientazioni. In occasione della festa il sindaco ha disposto la proroga facoltativa dell’orario di chiusura dei negozi e degli esercizi pubblici fino alle 2 di notte.
Volontari della Protezione Civile di Vicenza e Croce Rossa Italiana collaboreranno con le forze dell’ordine e i vigili del fuoco per assicurare la necessaria assistenza.
La grande Rua rimarrà esposta al pubblico tra le colonne di piazza dei Signori per tre settimane.
Sabato 11 settembre ci sarà un seguito culturale all’iniziativa, con una conferenza proposta alle 17 a Palazzo Leoni Montanari dove i relatori Mauro Passarin, monsignor Francesco Gasparini e Walter Stefani approfondiranno il tema “Il Giro della Rua: Evento di tradizione”.

Il formaggio sotto il cielo di Asiago




















Grande attesa per la 10^ edizione dell’annuale manifestazione Il formaggio sotto il cielo di Asiago, un evento sempre molto atteso e ricco di novità, che vedrà quale scenario la splendida Piazza Carli sabato 28 e domenica 29 agosto.
Diciotto i produttori che esporranno le proprie prelibatezze ed il Consorzio di tutela
del formaggio Asiago Dop che promuoverà la conoscenza di questa straordinaria tipicità vicentina. Molte le novità dell’edizione 2010 della manifestazione, tra le quali la partecipazione alla mostra-concorso di soli produttori dell’Altopiano: una ventina di partecipanti che sottoporranno a giudizio 37 forme di Asiago.
Non mancheranno dei produttori vinicoli vicentini, che consiglieranno i migliori abbinamenti con il formaggio, e la straordinaria torta Monte Ortigara, un ulteriore segnale di valorizzazione dei prodotti del territorio.
Ed infine, un’eccellente degustazione di miele e marmellate italiane certificate, che si accompagnerà alla proposta tradizionale delle tipicità agroalimentari vicentine.
“La 10^ edizione de “Il formaggio sotto il cielo di Asiago” – commenta il presidente Coldiretti di Asiago, Dino Panozzo – vuole premiare il territorio con I produttori locali e le eccellenze che ci contraddistinguono anche all’estero.
Un’occasione importante, dunque, per fare informazione e contribuire a contrastare la cultura del consumo non consapevole. Saranno una ventina i produttori che si contenderanno il primo posto alla mostra-concorso, attraverso 37 forme di Asiago.
Grande spazio sarà dedicato ai laboratori didattici nella serata di sabato, con la tradizionale Tosella in piazza ed alle degustazioni di miele e marmellate con i formaggi: stravecchio di malga, di Burlina, caprino ed Asiago”. A valutare le 37 forme di Asiago partecipanti al concorso sarà una giuria qualificata e locale, composta da un rappresentante di Veneto Agricoltura, dal direttore di Agriform, da due tecnici della Comunità montana, da Marco Pasquali di Slow Food e da un esperto casaro dell’Altopiano.
Nel corso dell’evento sarà presente un corner informatico, che consentirà ai visitatori di esprimere un commento sulla manifestazione, attraverso la neonata pagina facebook di Terranostra Vicenza.

giovedì 26 agosto 2010

Cibo e vino: quali sono i migliori abbinamenti?

















SAPPIAMO ABBINARE IL VINO CON IL CIBO?
di Patrizia Landini

Trattiamo un argomento raffinato, da “grand gourmet”: l’abbinamento tra cibo e vino.
Sono d’accordo, non sempre è possibile, specie per problemi di tempo, dedicarsi alla scelta del vino adatto a ciò che abbiamo cucinato.
Quando è possibile, però, è interessante dedicarsi all’accostamento tra il vino che porteremo in tavola e la pietanza preparata (anche se non è stata cucinata da Vissani).
Regole precise, riguardo agli abbinamenti, sono molto difficili da stabilire.
Cibo e vino sono sostanze complesse, che possono dare sensazioni al gusto e all’olfatto molto diverse; infatti, mentre il sapore dei cibi dipende sia dagli ingredienti usati sia dal metodo di preparazione della pietanza, le caratteristiche organolettiche di un vino, dipendono dal vitigno utilizzato, dai diversi tipi di terreno su cui è coltivato e dalle condizioni climatiche, oltre che dai diversi stili di produzione (per esempio l'invecchiamento in botti di legno rende un vino più corposo e morbido, donandogli il retrogusto della qualità del legno della botte stessa).

In linea generale, il vino non dovrebbe mai predominare sul piatto e viceversa: il corpo del vino deve essere adeguato alla pietanza. Un piatto dal sapore delicato richiede un vino "leggero", mentre un piatto ricco ne richiede uno ben strutturato.

Gli antipasti non richiedono vini troppo strutturati. Infatti, bisogna considerare sia la consistenza della pietanza, sai la necessità di servire i vini durante il pasto secondo un criterio crescente di corpo ed alcoolicità.


E’ meglio servire vini bianchi secchi (anche spumanti) o eventualmente, se la pietanza è più elaborata, vini rosati o rossi giovani.

La pasta e il riso possono essere considerati cibi neutri, nel senso che le caratteristiche gustative di tali pietanze, e conseguentemente del vino che deve accompagnarle, dipendono sostanzialmente dal condimento utilizzato.
Se il condimento è a base di pesce, sono da preferire vini bianchi, più o meno corposi in relazione alla struttura del piatto: gli spaghetti con le vongole o frutti di mare richiedono un vino bianco più delicato rispetto ad un condimento a base di sarde.
Per condimenti a base di carne, si dovrebbe preferire un vino rosso, purché non troppo corposo.
Se la pasta è accompagnata da elementi molto profumati, anche il vino deve disporre di appropriate caratteristiche aromatiche: la pasta con i tartufi, a causa della presenza di un ingrediente particolarmente profumato, richiede un vino che ecceda per le sue caratteristiche olfattive.


La carne si presta ad essere cucinata in molti modi, con conseguente diversità delle caratteristiche gustative.
Come regola, le carni rosse preferiscono i vini rossi mentre quelle bianche, specie se servite fredde, possono essere accompagnate anche da vini bianchi di buon corpo.
L'utilizzo di un vino nella preparazione del piatto (stracotti e brasati) impone di utilizzare lo stesso anche per l'abbinamento.
Con piatti saporiti e strutturati (come quelli a base di selvaggina e cacciagione) sono da preferire vini rossi importanti corposi e invecchiati.
Se la pietanza contiene intingoli succulenti può essere necessario che il vino sia tannico e giustamente alcolico.

Il pesce richiede generalmente vini bianchi, ma ci sono eccezioni (per esempio un pesce grasso in umido) che fanno preferire anche un vino rosso leggero.
Il tipo di cottura influenza la scelta del vino: i pesci bolliti richiedono un vino meno corposo di quelli cotti al forno, mentre il pesce fritto, come in genere tutte le fritture, richiede un vino bianco secco con buona acidità.

Aragoste e frutti di mare si sposano bene con vini bianchi secchi, freschi e delicati o con spumanti.
Di fronte a preparazioni a base di aceto la cosa migliore è non bere vino, poiché i due elementi non legano bene assieme. 
In generale, i formaggi a pasta molle e quelli non stagionati, richiedono vini poco corposi, bianchi o rossi leggeri; mentre i formaggi a pasta dura e quelli stagionati, prediligono vini con maggiore struttura. 


Contrariamente alla consuetudine, non è una buona norma accompagnare i dolci con spumanti secchi.
La regola è che i prodotti di pasticceria richiedono in accostamento vini amabili o dolci. 
Ovviamente, anche in questo caso, il corpo di un vino deve essere conforme alla struttura della pietanza.
Il panettone può ben andare d'accordo con un vino dolce e leggero, mentre dolci elaborati e ricchi possono esaltarsi con vini liquorosi.
In caso siano utilizzati liquori nella preparazione alimentare si suggerisce di utilizzare lo stesso liquore in abbinamento.

Normalmente si preferisce escludere l'abbinamento di un vino con il cioccolato; tuttavia, talora, può andare bene un vino liquoroso dolce.

mercoledì 25 agosto 2010

Quando le stelle...













Quando le stelle.....e la luna
di Silvana Lotto

Nel mese di agosto è quasi doveroso parlare di stelle...la notte di San Lorenzo ce lo ricorda: il romanticismo è d'obbligo!!
Le stelle cadenti rievocano sogni e desideri...e noi esseri umani di desideri ne abbiamo a iosa, tanti come un cielo stellato e se per caso siamo così fortunati di vedere un astro cadente...ecco che un nostro desiderio potrebbe anche avverarsi!! Chi lo sa? Restiamo con la bocca aperta sotto un manto di stelle....sempre se quella notte non ci sono nuvole.....
E la luna? Che posto occupa nella nostra vita?
Sembra che gli antichi dessero molta importanza ad essa e non solo per un motivo romantico.
Noi uomini moderni e tecnologici alcune idee dei nostri nonni ci fanno ridere, ma se riuscissimo ad approfondire alcune leggi della natura oltre a quelle astronomiche, capiremmo meglio i motivi per cui i nostri avi prendevano in considerazione le fasi lunari.
Sappiamo molto bene che, la Luna esercita, sul nostro Pianeta, una forza di attrazione magnetica, una forza di sollevamento sui liquidi (esempio maree) e guarda caso il nostro corpo è costituito da circa il 70% di acqua. Appunto per questo, dobbiamo sapere che durante la fase di luna piena questa forza di attrazione potrebbe scatenare anche in noi, a seconda della predisposizione, delle autentiche maree biologiche.
Quindi non preoccupiamoci se diventiamo più nervosi, più suscettibili o semplicemente non ci sentiamo in forma o magari notiamo nelle persone che ci circondano questo influsso; la risposta è perchè "abbiamo la Luna"!! Così abbiamo spiegato anche il motivo per cui quando ci troviamo difronte a noi una persona scontrosa diciamo che è 'Lunatica'
Facciamo tutti parte di un Sistema Planetario chiamato Solare, che prende il nome dal Sole, naturalmente, la Terra il nostro pianeta ruota intorno al sole e intorno a se stessa, ma non dobbiamo mai scordare che anche noi, inconsapevolmente, lo facciamo assieme a lei e purtroppo ce lo dimentichiamo, specialmente quando vogliamo che le cose girino a modo nostro.... poi, come se non bastasse abbiamo anche la Luna che ruota attorno a noi! Pensate che bello così non ci annoiamo mai!!
L'ho buttata sull'ironico, ma se ci pensiamo bene tornare alla natura e alle sue fasi, non fa solo bene all'orto e al vino....ma anche a tipi computerizzati come noi....abitanti dell'universo...

lunedì 23 agosto 2010

Notte d'agosto















Notte d'agosto
di Roberta Cervellin




In questa notte
splendida d'agosto

Quando le stelle
brillano di più

Ti prego aiutami
a guardare oltre

A ritrovare
il senso della vita

Mi fermo un attimo
al limite del bosco

Abbraccio un tronco
d'albero secolare

Ho sensazione
come di radici

Dimmi se è qua
che devo germoliare

Sorella luna
con un raggio d'argento

Mi sfiora e dice
che non è momento

E di questa notte
splendida d'agosto

Quando le stelle
brillano di più

Per un istante
io mi sono persa

Ma a ritrovarmi
ci hai pernsato TU.

Il vestito dell'estate














Il vestito dell’estate
di Gabriella Grasselli


La ragazza camminava sul lungomare, la brezza salmastra le scompigliava un po i capelli: già assomigliavano a quelli della madre ma, a differenza di lei, i suoi erano addolciti dai suoi “quasi
vent’anni”. Il sorriso e la stanchezza di una lunga giornata di mare le imprimevano il viso, nonostante ciò camminava sicura verso il centro del paese. Le case erano sempre le stesse, nemmeno avevano stinto un po’del loro colore.
Fuori, nei terrazzi degli Hotel, i villeggianti, sorseggiavano dissetanti bibite, certi bicchieroni erano adorni di fiori e frutta di carta, e lei, si intenerì pensando alla sua infanzia, altri giocavano a carte, altri ancora parlavano del più e del meno.
Sulla destra, verso il mare, gruppi di ragazzi, facevano animazione con balli rock, mentre, musicisti più maturi, intrattenevano le persone di mezza età al ritmo dei tre tempi e, per un po di romanticismo, intonavano degli incollatissimi lenti.
Volteggiavano le gonne! Oh, se volteggiavano.
Più su, seduti su una panchina una famiglia un pò ben messa, si sbrodolava il gelato da per tutto, sul naso, guance, occhi, collo e …quasi torace; proprio si vedeva che erano felici.
E! A volte pensi; basta cos’ì poco, ( classica constatazione), per essere felici.
Arrivò al centro del paese tutta sudata, si guardò su di una vetrina per valutare le sue condizioni fisiche e, si tolse delle foglie dalla testa che, prima, si erano incastrate tra i capelli.
Ciò gli permise di notare una signora, la quale, le sue gambe, lunghe, belle, eleganti, con i piedi anch’essi affusolati, lo smalto alle dita “di un bel rosso carminio”, insomma, il tutto ben curato: stava infilando, appunto, questo piede, dal collo del piede stratosferico, ricurvo al punto giusto, giù, dentro ad un sandalo meraviglioso, dall’alto tacco e dal cinturino alla caviglia,”dorato”, con dei lustrini lucenti, come …come, le luci della sala da giochi che stava li vicino. La seguì con lo sguardo fino a che uscita dal negozio con la borsetta in mano, girò l’angolo e non la vide più.
Proseguì il suo giro e più in là, dentro ad una tenda,: si giocava a tiro a” qualcosa” con la speranza di vincere uno degli enormi animali - peluche che stavano lì appesi a sonnecchiare nella speranza di entrare in qualche lettino di bambino, con la preoccupazione di restare però con le zampe fuori, tanto erano grandi.
Il caldo si faceva proprio sentire. Dagli usci dei negozi, uscivano follate di aria fresca e lei ci sostava dinanzi e intanto sbirciava tutto quello che c’era da sbirciare.
Restò colpita da dei vestiti. Parità, stoffa - manufattura e prezzo non erano niente male.
Ne provò tre. Uno era a quadri, bianco e viola, il secondo marrone con i contorni bianchi e il terzo “celeston”. Scelse il secondo: quello marrone.
Girò le spalle allo specchio, sorrise, arricciò la bocca, si atteggiò da vamp, e disse: come sto?
Non risposi subito. Pensai: sei stupenda “figlia mia”!
Per non imbarazzarla troppo, dissi semplicemente: bene!

venerdì 6 agosto 2010

Alimentazione in estate, facciamo il pieno di salute con frutta e verdura




















E’ ARRIVATA L’ESTATE: FACCIAMO IL PIENO DI…SALUTE!
(seconda parte)
Dr.ssa Loredana Circi Biologa nutrizionista
loredana.circi@tiscali.it


Caldo, gran caldo, il solleone dell’estate da giorni riflette ed emana tutta la sua energia . Per sopravvivere a questi eventi naturali, dobbiamo modificare le nostre abitudini sia comportamentali ( vestirsi in modo leggero, non uscire nelle ore più calde, non fare attività fisica nel primo pomeriggio, ecc.) sia alimentari, scegliendo alimenti che non contribuiscano ad aumentare la nostra temperatura corporea né a rallentare i processi digestivi.
Continuiamo quindi, con l’appuntamento di agosto, a prestare un po' di attenzione nei confronti di quegli alimenti che, in questi periodi possono esserci d’aiuto.
Altro frutto tipicamente estivo che evoca ricordi delle scampagnate ferragostane è sicuramente l’anguria.

Il cocomero (Cucurbita citrullus, detto anche anguria, dal greco angourion) è una pianta originaria dell'Africa tropicale appartenente alla famiglia delle Cucurbitacee (parente quindi del melone e delle zucchine viste nel precedente articolo) coltivata già dagli antichi egizi. Dall'Egitto si diffuse poi nel bacino del Mediterraneo e giunse dunque in Italia, attorno al II-III secolo d.C. Attualmente viene coltivato soprattutto in Brasile, Russia, Stati Uniti e Turchia (per un totale di 1,5 milioni di ettari). In Italia la coltivazione del cocomero è diffusa soprattutto in Emilia Romagna. Il frutto di questa pianta può avere forma tondeggiante o allungata,addirittura, per razionalizzare i trasporti, anche forma cubica!, buccia dal verde scuro al verde chiaro, polpa rossa (in alcune varietà è biancastra o rosea) e dimensioni variabili. Le varietà maggiormente coltivate in Italia sono la Sugar Baby e la Crimson Sweet.
Il cocomero ha un'elevata capacità dissetante grazie alla percentuale d'acqua contenuta, la più alta tra i frutti (95,3%, contro il 90,7% delle pesche o l'85% delle mele). Per quanto riguarda il sapore zuccherino, bisogna dire che non dipende dal contenuto in zuccheri, non molto alto, ma dalla presenza di sostanze aromatiche. In effetti, il contenuto in zuccheri dell'anguria va dal 3,7% al 6,4% (nella mela 11-15%, nella pera 9,5-15,5%), l’Indice Glicemico è pari a 75 (inferiore a quello del melone). I cocomeri sono inoltre particolarmente indicati per le diete dimagranti, sia per la capacità saziante, sia per lo scarso apporto calorico circa 28-30 kcal/100 gr di parte edibile senza alcun apporto di grassi
Considerato importante risorsa idrico salina per le popolazioni dell’africa, contiene interessanti quantità di vitamina A, C e potassio
La colorazione rossa dipende dalla presenza dei preziosi Carotenoidi, dalla potente azione antiossidante Attenzione ad evitare il consumo dei semi, perché contengono sostanze con una forte attività purgante. Inoltre le sostanze aromatiche presenti in questo frutto possono risultare poco digeribili nei bambini con meno di tre anni.
Come sempre succede nel mondo naturale, la natura ci propone questo ortaggio nel momento più opportuno : d'estate, quando il caldo richiede al nostro organismo un maggior consumo di liquidi e di minerali che ci aiutino a recuperare energia e forze. Oltre che consumato da solo, il cocomero si presta molto bene a piatti come le insalate estive, in associazione con pomodori, carote, spinaci, cipolle, lattughe e ravanelli.

Se si pensa, poi, che anticamente era solito essere deposto nelle tombe dei faraoni come mezzo di sostentamento per la vita nell’aldilà, si può intuire come il cocomero possa essere considerato quasi un elisir di lunga vita .

Tra i frutti estivi più amati in questa stagione, vi è la pesca (Prunus persica) al punto da rappresentare un quarto dell’intera frutta consumata nella calda stagione. Dissetante e ipocalorica, favorisce l’abbronzatura grazie all’elevato contenuto di vitamina A. L’albero del pesco è originario della Cina, dove viene considerato simbolo di immortalità. Da qui, al seguito delle carovane di mercanti, venne introdotto in Persia e successivamente, grazie ad Alessandro Magno, in tutto il bacino mediterraneo. I Romani conobbero la pesca solo nel I secolo d.C. e, credendola di provenienza persiana, le attribuirono il nome botanico di Prunus persica. Gli antichi Egizi avevano consacrato la pesca ad Arpocrate, dio dell’infanzia e non a caso le guance dei bambini, per la loro morbidezza e carnosità vengono paragonate proprio alla pesca.

Il profumo che emana è ottenuto dalla combinazione di oltre 80 sostanze volatili, dal punto di vista nutrizionale una pesca contiene un’altissima percentuale di acqua (90%), oligoelementi (tra cui ferro e potassio, calcio e zinco), fibre, vitamina C (fornisce il 10% del fabbisogno quotidiano) e provitamina A (fornisce il 50% dell’apporto quotidiano consigliato). La sua polpa succosa aiuta a sopportare meglio la calda stagione in quanto disseta e contribuisce a reintegrare i sali minerali perduti con il sudore e inoltre sembra avere delle grandi proprietà soporifere, utile perciò a chi soffre di insonnia estiva. Nonostante il suo sapore dolcissimo, la pesca non è affatto ipercalorica. Ricca di fibra insolubile, ha un elevato indice di sazietà ed è pertanto indicata come rompidigiuno e per chi vuole restare leggero e in forma. Al riguardo, si consiglia di consumarla lontano dai pasti in quanto richiede una digestione “acida” che, contrastando con carboidrati e latticini, può creare fastidiose fermentazioni intestinali. La pesca è ad ogni modo un frutto di facile digestione e per questo è particolarmente indicata alle donne in gravidanza, a chi soffre di gastriti iposecretive, di insufficienza epatica e di patologie intestinali in cui prevale stipsi e disidratazione.
Le proprietà di questo frutto fanno si che la pesca possa essere utilizzata come spuntino energetico e rinfrescante: elevata presenza di zuccheri con sole 25 calorie per 100 g, e alto contenuto di acqua ,l’indice glicemico varia da 28 a 56; come disintossicante: è leggermente lassativa e diuretica. Ha anche azione vermifuga, per la presenza dell’acido cianidrico ( a tal proposito bere troppo dopo aver mangiato una o più pesche potrebbe causare indigestione: l’acido cianidrico, contenuto in proporzioni infinitesimali nel frutto, è infatti incompatibile con l’acqua) .
E’ Antiossidante, per la presenza di composti fitochimici fenolici, stimola la produzione dei succhi gastrici , regola la pressione arteriosa e il sistema nervoso per l’alto contenuto di manganese e potassio. Protegge da disturbi comuni come insonnia estiva, nervosismo e debolezza.
Protegge occhi e pelle, per la discreta quantità di Beta carotene, che nell’organismo si trasforma in retinolo o vitamina A, rafforza denti e ossa, per il contenuto di fluoro e, non da ultimo, stimola la melanina, favorendo l’abbronzatura e aiutando la pelle a mantenersi giovane e fresca
In cosmesi la pesca viene ampiamente sfruttata: il suo succo è un eccellente tonico per il viso, impiegato anche per attenuare le macchie cutanee; la polpa per le sue proprietà idratanti, esfolianti e sebo-riequilibranti viene utilizzata per la preparazione di creme, maschere, saponi e oli da bagno.

mercoledì 4 agosto 2010

Altre correnti nel golfo


















ALTRE CORRENTI NEL GOLFO
di Ornella Trentin


Mentre le ceneri del vulcano islandese dopo alcune settimane si sono diradate, il petrolio ha continuato per mesi a riversarsi dalla piattaforma nel Golfo del Messico, al ritmo di 35.000-60.000 barili al giorno. Ancora un evento di dimensioni scarsamente gestibili – in questo caso provocato dall’uomo - che riporta l’attenzione sull’ambiente e la necessità di rispettarne gli equilibri. Il ciclo dell’acqua del "Pianeta Blu" (dalla predominanza degli oceani visti dallo Spazio), è di fatto un immenso “Sistema Circolatorio” indispensabile alla sopravvivenza dei suoi abitanti, un complesso organismo interconnesso, a cui appartiene anche la più piccola sorgente di montagna che scende verso il mare e ogni goccia di pioggia che cade al suolo dopo essersi condensata in una nuvola. A loro volta, gli oceani sono straordinari eco-sistemi, popolati e frequentati da una varietà incredibile di creature, che contribuiscono a mantenere integro sia l’habitat marino che terrestre. Davanti alla meraviglia di tanta spontanea efficienza, affronti ambientali come quelli prodotti dalla marea di petrolio nel Golfo del Messico, pericolosamente vicina alla costa Statunitense, lasciano allibiti. Di certo mostrano i limiti di un sistema imperniato su criteri del tutto opposti a quelli naturali, pensato cioè per assicurare affari colossali a pochi individui, indifferenti agli effetti deleteri di tale parzialità, e a quanto pare anche incapaci di porre rimedio ai danni macroscopici da essi causati. Ciò insinua più di un dubbio sulla validità, per la vita dei Terrestri, di un simile modello, e sulle sue incongruenze sempre più evidenti. Mentre qualcosa come 700 milioni di litri di greggio (calcolati a metà luglio), stanno deturpando il mare distruggendone chissà per quanto tempo ogni traccia vitale, nel Vecchio Continente un litro di benzina viene pagato a peso d’oro. Ciononostante, la ricerca di fonti di energia meno inquinanti procede a rilento, e poco si sa delle scoperte già effettuate in tal senso.
Certo è paradossale che dopo tante guerre moderne scatenate per accaparrarsi il petrolio, ne arrivi all’improvviso così tanto - ma in modo drammaticamente problematico - sulle acque del Paese che, queste guerre, spesso le aveva sostenute. Lascia interdetti, inoltre, constatare che neppure i migliori specialisti di un settore a cui di sicuro non mancano i mezzi, siano stati in grado, per un periodo sterminato, di bloccare la fuoriuscita di petrolio.

C’è di buono che, forse, per scongiurare altre eventualità così devastanti, una incompetenza tanto imbarazzante costringerà a interpellare altrove un genere diverso di esperti, di cui si spera abbonderà il prossimo futuro: persone che oltre a garantire una preparazione tecnologica avanzata e una ricca inventiva, abbiano talmente a cuore le sorti del Pianeta, da realizzare solo supporti tecnici rigorosamente privi di qualsiasi interazione nociva con l’ambiente, e che ben volentieri orientano le loro capacità nella ricerca di soluzioni semplici e poco costose per l’utilizzo rispettoso di altre risorse naturali. Magari ci vorrà ancora un po’ di tempo per comporre un sistema coerente, comunicante anche con gli altri ambiti, compreso quello medico, ispirato dalla felice alchimia di intelligenza, intuito, cooperazione, amore per l’ambiente e gli esseri viventi, senza secondi fini. Requisiti che probabilmente potranno emergere solo con un cambio sostanziale di prospettiva. Molti ritrovati geniali, applicabili a situazioni ed esigenze diverse, di una tale disarmante semplicità da non essere ancora visibili, sono di sicuro già pronti, concepiti nella coscienza collettiva ed esistenti per ora solo allo stato latente; tanti altri realizzati da anni, invece, spesso non sono stati divulgati di proposito. Tuttavia, quando i tempi saranno maturi, le novità corrispondenti a un nuovo piano di coscienza non potranno che manifestarsi sul piano materiale in tutta la loro sbalorditiva concretezza e semplicità.
Nella fase di transizione che stiamo attraversando, l’impegno a risanare l’ambiente, nonché - nel nostro Paese in particolare - a valorizzare e difendere un patrimonio artistico e paesaggistico unico, può diventare un terreno di sviluppo illimitato, sia con l'invenzione di lavori diversi, che con il graduale proporsi di nuovi modi di concepire il lavoro. Un orizzonte davvero appassionante, indispensabile per alimentare e condividere una prosperità fondata su più sani e gioiosi presupposti. Del resto, il petrolio non durerà in eterno. Quanto al nucleare, Dio ce ne scampi! Se per i danni più volte arrecati agli oceani dalle perdite di greggio le soluzioni sono, come ben si vede, ancora “in alto mare”, i rimedi per le conseguenze ancora più pericolose e durature delle possibili disfunzioni delle centrali nucleari, sono inesistenti.

Forse l’enorme criticità che si sta verificando nel Golfo del Messico, potrebbe accelerare visibilmente la sensibilità ambientale nel Pianeta, non solo incoraggiando la collaborazione tra le menti e gli animi più capaci della Terra per correre ai ripari, ma anche per ripensare l’uso della tecnologia, affinché sia utile ma innocua, e non soppianti l’elemento umano.
Proteggere l’acqua è proteggere la vita stessa. Con questo intento possiamo attivarci a molti livelli, contribuendo anche con gesti semplici, come bere consapevolmente un bicchier d’acqua. Tanto meglio se, durante l’estate, abbiamo occasione di andare al mare, al lago o lungo i fiumi! E' un'opportunità piacevole per entrare ancora più in contatto con il prezioso elemento di cui siamo fatti in buona parte e per celebrarlo. Basta rivolgersi un istante all’acqua con un’onda di gratitudine, per sentire come il cuore immediatamente si ristori. Se affidiamo il nostro slancio amorevole alla coscienza cristallina dell’acqua, il nostro messaggio arriverà lontano, e verrà senz’altro accolto con delicatezza e sollecitudine.

lunedì 2 agosto 2010

Vacanze in aereo, sappiamo i nostri diritti?
















VACANZE IN AEREO? LEGGI CON SUPER-ATTENZIONE I TUOI DIRITTI!
a cura della Casa del Consumatore di Schio

Agosto, il mese delle vacanze per eccellenza! Parliamo allora di quali siano i “disguidi” che un viaggiatore può incontrare quando arriva all’aeroporto e, soprattutto, di quali siano i suoi diritti in queste circostanze… Mai farsi cogliere impreparati!


NEGATO IMBARCO ( detto OVERBOOKING)

Il passeggero cioè non viene imbarcato a causa dell’eccessivo numero di prenotazioni. In un primo momento la compagnia aerea fa appello ai volontari per verificare se vi siano, tra i passeggeri, dei volontari disposti a cedere il loro posto in cambio di benefici da concordare. Se non ci sono volontari, il passeggero cui viene negato l’imbarco ha diritto a ricevere dalla compagnia aerea:
1)Compensazione Pecuniaria
euro 250 per i voli, intracomunitari o internazionali, inferiori o pari a 1.500 Km;
euro 400 per i voli intracomunitari superiori a 1.500 km e per quelli internazionali tra i 1.500 e i 3.500km;
euro 600 per i voli internazionali superiori a 3.500 km.
Se al passeggero viene offerta la possibilita' di viaggiare su un volo alternativo il cui orario di arrivo non superi - rispetto al volo prenotato - rispettivamente le due, le tre o le quattro ore, la compagnia puo' ridurre queste compensazioni del 50%.
La compensazione pecuniaria va pagata in contanti, mediante trasferimento bancario elettronico, con versamenti o assegni bancari o, d’accordo con il passeggero, con buoni di viaggio e/o altri servizi, indipendentemente dall’ammontare del prezzo all’atto dell’acquisto dei biglietti.
2)Rimborso del prezzo del biglietto per la parte del viaggio non effettuata o, in alternativa, un nuovo volo (c.d. riprotezione) con partenza il prima possibile o in data successiva piu' conveniente per il passeggero, a condizioni equivalenti.
3)Assistenza
• pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa
• adeguata sistemazione in albergo, nel caso in cui
siano necessari uno o più pernottamenti
• trasferimento dall’aeroporto al luogo di sistemazione e viceversa
• due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o e-mail


CANCELLAZIONE DEL VOLO

Si verifica quando l’aereo non parte! Le tutele in questo caso sono assai simili a quelle previste in caso di negato imbarco ossia
1)Rimborso del prezzo del biglietto per la parte del viaggio non effettuata o, in alternativa, un nuovo volo (c.d. riprotezione) con partenza il prima possibile o in data successiva piu' conveniente per il passeggero, a condizioni equivalenti.
2)Assistenza
• pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa
• adeguata sistemazione in albergo, nel caso in cui
siano necessari uno o più pernottamenti
• trasferimento dall’aeroporto al luogo di sistemazione e viceversa
• due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o e-mail
3)Compensazione Pecuniaria
I valori sono uguali a quelli descritti per il “negato imbarco” ma in caso di cancellazione del volo la compensazione non è invece dovuta nel caso in cui:
- la compagnia aerea possa provare che la cancellazione del volo sia stata causata da circostanze eccezionali: ad esempio avverse condizioni meteorologiche, allarmi per la sicurezza, scioperi...
- il passeggero sia stato informato della cancellazione:
• con almeno due settimane di preavviso
• nel periodo compreso tra due settimane e sette giorni prima della data di partenza e nel caso in cui venga offerto un volo alternativo con partenza non più di due ore prima rispetto all’orario originariamente previsto e con arrivo presso la destinazione finale al massimo quattro ore dopo l’orario originariamente previsto
• meno di sette giorni prima e nel caso in cui venga offerto un volo alternativo con partenza non più di un’ora prima dell’orario originariamente previsto e con arrivo presso la destinazione finale al massimo due ore dopo l’orario originariamente previsto

RITARDO PROLUNGATO DEL VOLO
In questo caso il viaggiatore ha diritto a:
1)Assistenza:
• pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa
• adeguata sistemazione in albergo, nel caso in cui
siano necessari uno o più pernottamenti
• trasferimento dall’aeroporto al luogo di sistemazione e viceversa
• due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o e-mail
Il diritto all’assistenza però viene riconosciuto in base alla tratta (intracomunitaria o internazionale) e alla distanza percorsa ossia se
- il ritardo è di almeno due ore in voli intracomunitari o internazionali inferiori o pari a 1.500 km;
- il ritardo è di almeno tre ore in voli intracomunitari superiori a 1.500 km e in voli internazionali tra 1.500 e 3.500 km;
- ritardo è di almeno quattro ore in voli internazionali superiori a 3.500 km.
2) Rimborso del biglietto
Se il ritardo è di almeno cinque ore il passeggero ha la possibilità di rinunciare al volo e di ottenere il rimborso del biglietto per la parte di viaggio non utilizzata, senza applicazione di penali.
3) Compensazione
Pur non espressamente previsto dal Regolamento CE 261/2004 il diritto alla compensazione pecuniaria è stato riconosciuto dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea n.402 del 2009 nel caso in cui i passeggeri, a causa del ritardo, raggiungano la destinazione con oltre tre ore di ritardo rispetto all’orario di arrivo pubblicato. Tale diritto viene meno solo se la compagnia aerea dimostra che il ritardo prolungato si è verificato a causa di circostanze eccezionali.

Le tutele sin qui descritte si applicano
- ai voli di linea, charter, low cost in partenza da un aeroporto comunitario;
- ai voli di linea, charter, low cost in partenza da un aeroporto situato in un Paese non comunitario con destinazione un aeroporto comunitario, solo qualora la compagnia aerea sia comunitaria e salvo che non siano già stati erogati i benefici previsti dalla normativa locale.
Le tutele non si applicano ai voli in partenza da un paese non comunitario con destinazione un Paese dell’UE operati da compagnie aeree non comunitarie. In questo caso si applicano le tutele assicurate dalla legislazione locale e dalle norme che regolano il contratto di trasporto!

La Pop art e la società dei consumi



















La Pop Art e la società dei consumi

La Pop art è un movimento artistico nato intorno agli anni cinquanta negli Stati Uniti e in Gran Bretagna poi estesosi in tutto il mondo occidentale.
Questa corrente nasce dall’incontro tra arte e cultura dei mass-media e matura un linguaggio originale derivante dalla società dei consumi e dalla cultura popolare, utilizzando immagini della pubblicità, fumetti e prodotti del consumo di massa, che spesso diventano i soggetti delle opere di pop art. La pop art ricicla tutto ciò in una pittura che riproduce in modo glaciale ed impersonale le immagini proposte dai mass-media. La cultura popolare non è intesa però come arte del popolo ma, precisamente, come arte di massa prodotta in serie che ci documenta il divenire dell’universo visivo in cui si muove quella che noi definiamo la «società dell’immagine» odierna. Nel momento dell’esplosione del consumismo la Pop Art rivolge il suo sguardo al mondo esterno utilizzando i prodotti di uso quotidiano consegnandoli al mondo dell’arte. In altre parole, attinge i propri soggetti dall'universo del quotidiano, soprattutto della società americana, facendo leva sul fatto che quei soggetti sono per tutti assolutamente noti e riconoscibili e quindi possono essere compresi dalla maggior parte delle persone.

Gli artisti Pop Art si ispirano, per la creazione delle loro opere, alla mercificazione dell'uomo moderno condizionato dall'ossessivo martellamento pubblicitario, al consumismo eletto a sistema di vita, al fumetto visto come unico e povero veicolo di comunicazione scritta. Con sfumature diverse, gli artisti riprendono le immagini dei mezzi di comunicazione di massa, del mondo del cinema, dell'intrattenimento e della pubblicità. La Pop Art infatti usa il medesimo linguaggio della pubblicità e risulta dunque perfettamente in sintonia con la società dei consumi che l'ha prodotta. Agli artisti che hanno fatto parte di questo movimento viene riconosciuto il merito di aver introdotto nella loro produzione l'uso di strumenti e mezzi non tradizionali della pittura, come il collage, la fotografia, il cinema, il video.

L’esponente più rappresentativo della pop art è senza dubbio Andy Warhol (1930-1987) . Egli si rifiutava di avvicinarsi a qualsiasi esperienza artistica maturata in Europa e considerava la storia dell’arte inutile. L’arte di Warhol si muove unicamente dall’osservazione delle immagini prodotte dalla cultura di massa americana. La sua arte prende spunto dal cinema, dai fumetti, dalla pubblicità, senza alcuna scelta estetica, ma come puro istante di registrazione delle immagini più note e simboliche. La sua intera opera e costellata dalle immagini-simbolo della cultura di massa americana: il volto di Marilyn Monroe, le inconfondibili bottigliette di Coca Cola, il simbolo del
dollaro,i detersivi in scatola, e così via.

Nelle sue opere non domina la scelta estetica, ma neppure l’ intenzione di polemizzare nei confronti della società di massa: unicamente esse ci danno un’immagine fotografica del mondo consumista.
Il più grosso pregio della pop art è stato quello di documentare, senza la preoccupazione di sporcarsi le mani con la cultura popolare, i cambiamenti di valori indotti nella società dal consumismo. Quei cambiamenti che consistono in una preferenza per valori legati al consumo di beni materiali e alla proiezione degli ideali comuni sui valori dell’immagine, intesa in questo caso soprattutto come apparenza. E in ciò testimoniano dei nuovi idoli o miti in cui le masse popolari tendono ad identificarsi. Miti ovviamente creati dalla pubblicità e dai mass-media che proiettano sulle masse sempre più bisogni indotti, e non primari, per trasformarli in consumatori sempre più avidi di beni materiali. La ripetizione ossessiva dell’immagine di una bottiglia di Coca Cola ci testimonia come quell’oggetto, predomini, rispetto ad altri valori interiori o spirituali, conducendoci a un tipo di esistenza che i mass media propagandano come vincente nella società contemporanea.