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venerdì 25 giugno 2010







L’assenza del viaggio
di Gabriella Grasselli

Stavo sfogliando una rivista di “ agricoltura in campagna”, quando i miei occhi si posarono su un articolo in cui si parlava di una festa in terra francese: “ la festa delle violette”.
Mi tornarono alla mente tutti quei mazzolini di violette che raccoglievo ai margini del bosco e portavo alla mia mamma.
Adoro così tanto questo fiore che persino le bomboniere per il matrimonio: erano un vasetto con la violetta raffigurata.
Persino la trapunta del mio letto nuziale raffigura le violette: salgo le scale avvolgendola tra le mie braccia, la metto sul letto che odora di primavera a coprire il mio uomo che sta per addormentarsi.

Mio marito fu molto felice all’idea di intraprendere con me questo profumato e romantico viaggio.
Sentivo già nell’aria la melodia di questo luogo d'incontro, pittori, artisti, poeti, un paesetto medioevale dove un secolo fa le viole hanno scelto di fiorire.
Le casette arroccate su se stesse, bianche, da intravedere una fortificazione, formano pareti adorne: vasi colmi di mimose.

Più in basso, appesi ad un filo vasetti di margheritine.
Per terra “sulla terra” cespugli di lavanda, e api che gironzolano attorno.
Da una fabbrica vicina arriva l’odore che fa inebriare di olii essenziali; scia di cristalli nebulizzati dal vento, lieve tocco di profumo riempie il corpo d'essenza di
vita.

Le venditrici di profumi, da dietro le bancarelle, svitano il tappo delle boccette e ne versano alcune gocce ai polsi delle ragazzette e queste se ne vanno sviolinando la loro fresca giovinezza.
Ragazzetti timidi e incuriositi, in disparte mormorano sciocche frasi d’amore.
Sul viale carri mascherati di fiori si dirigono verso la piazza sotto gli applausi di un’immensa folla di gente.
Segue la battaglia dei fiori che inizia con i bambini che occupano posto sui carri, solleva l’entusiasmo degli spettatori e chiude la manifestazione.
… da lontano si sente l’ultimo sbuffo del treno delle pigne.
Pure lui stanco se ne andrà a dormire.

Prima di preparare la valigia controllo che sia tutto a posto.
Sono arrivata troppo in ritardo: la festa si era già consumata la settimana prima.
Forse, con qualche lacrima in corpo, avviso mio marito.
Non preoccuparti mi rassicura lui, sarà per l’anno prossimo, quando torneranno a sbocciare le violette.
Sarà, ma io quelle violette non le ho viste mai!

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