Cerca nel blog

martedì 7 settembre 2010

Un amore di cucina



















Un amore di cucina
di Patrizia Landini

Amata e curata, odiata e trascurata, profumata e linda, trasandata e vuota:
la cucina è essenzialmente un luogo dell’anima, perché cucinare può significare amare, ma anche il suo contrario.
Non tutti sono legati a questo ambiente e, in esso, non tutti si trovano a proprio agio ed è anche vero che molte volte, proprio perché ci si esprime con creatività, tende a rispecchiare la personalità di chi la frequenta maggiormente.
Spesso rivela delle particolarità inaspettate e sorprendenti, come quando visiti la casa di chi ti appare molto ordinato e preciso nei gesti e nell’abbigliamento e scopri che possiede, invece, una cucina variopinta e zeppa di barattoli e spezie in bella mostra.
Se vi capita, prestate attenzione alle cucine che visitate, io le trovo sempre rivelatrici della persoanlità di chi le abita.
E, in base a queste osservazioni, ho potuto notare che le persone che appaiono piuttosto svagate e distratte hanno, per contro, cucine classiche in perfetto ordine e pulitissime e viceversa.
In ogni caso, “perfettini” o “pasticcioni” che siamo, preparare un piatto con tutto il nostro cuore ha un significato enorme per le persone care che lo gusteranno e, permettetemi questa digressione metafisica, l’energia che impieghiamo per assolvere, specie noi donne, a questo compito, si trasforma e agisce come un ingrediente segreto nelle nostre preparazioni.
Non è un caso che si dica “cucinato con amore” per un piatto particolarmente seguito, curato e che è riuscito davvero bene.
La scelta degli ingredienti, la loro qualità, la realizzazione serena, attenta e senza fretta, seguendo la cottura senza distrarsi, ecco, questa potrebbe essere la giusta filosofia per cucinare bene.
La sola presenza fisica non basta, serve quella particolare diligenza e voglia di riuscita che si applica quando mettiamo davvero la nostra attenzione e consapevolezza in tutti i nostri gesti.
Confesso, non sono una grande cuoca, e posso portare un’intera famiglia a testimone, ma, anch’io, ancora così lontana dal trovare soddisfazione nelle preparazioni di tutti i giorni, sento che lo spirito giusto per cucinare è proprio quello di farlo con in mente non la sola ricetta, ma i volti e i sorrisi di chi amiamo.
Sperando proprio che l’amore possa sopperire all’incapacità, all’inesperienza o alla semplice distrazione.
E chi vive da solo, per chi cucinerà con amore?
E’ naturale: chi dobbiamo amare di più, se non noi stessi?
Allora, ecco risolto il dilemma: cuciniamo solo con amore, per noi stessi e per gli altri.
Proviamo la cucina dell’anima e assaporiamone il risultato.
Io scommetto che sarà squisitamente amorevole.

Nessun commento:

Posta un commento