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mercoledì 4 agosto 2010

Altre correnti nel golfo


















ALTRE CORRENTI NEL GOLFO
di Ornella Trentin


Mentre le ceneri del vulcano islandese dopo alcune settimane si sono diradate, il petrolio ha continuato per mesi a riversarsi dalla piattaforma nel Golfo del Messico, al ritmo di 35.000-60.000 barili al giorno. Ancora un evento di dimensioni scarsamente gestibili – in questo caso provocato dall’uomo - che riporta l’attenzione sull’ambiente e la necessità di rispettarne gli equilibri. Il ciclo dell’acqua del "Pianeta Blu" (dalla predominanza degli oceani visti dallo Spazio), è di fatto un immenso “Sistema Circolatorio” indispensabile alla sopravvivenza dei suoi abitanti, un complesso organismo interconnesso, a cui appartiene anche la più piccola sorgente di montagna che scende verso il mare e ogni goccia di pioggia che cade al suolo dopo essersi condensata in una nuvola. A loro volta, gli oceani sono straordinari eco-sistemi, popolati e frequentati da una varietà incredibile di creature, che contribuiscono a mantenere integro sia l’habitat marino che terrestre. Davanti alla meraviglia di tanta spontanea efficienza, affronti ambientali come quelli prodotti dalla marea di petrolio nel Golfo del Messico, pericolosamente vicina alla costa Statunitense, lasciano allibiti. Di certo mostrano i limiti di un sistema imperniato su criteri del tutto opposti a quelli naturali, pensato cioè per assicurare affari colossali a pochi individui, indifferenti agli effetti deleteri di tale parzialità, e a quanto pare anche incapaci di porre rimedio ai danni macroscopici da essi causati. Ciò insinua più di un dubbio sulla validità, per la vita dei Terrestri, di un simile modello, e sulle sue incongruenze sempre più evidenti. Mentre qualcosa come 700 milioni di litri di greggio (calcolati a metà luglio), stanno deturpando il mare distruggendone chissà per quanto tempo ogni traccia vitale, nel Vecchio Continente un litro di benzina viene pagato a peso d’oro. Ciononostante, la ricerca di fonti di energia meno inquinanti procede a rilento, e poco si sa delle scoperte già effettuate in tal senso.
Certo è paradossale che dopo tante guerre moderne scatenate per accaparrarsi il petrolio, ne arrivi all’improvviso così tanto - ma in modo drammaticamente problematico - sulle acque del Paese che, queste guerre, spesso le aveva sostenute. Lascia interdetti, inoltre, constatare che neppure i migliori specialisti di un settore a cui di sicuro non mancano i mezzi, siano stati in grado, per un periodo sterminato, di bloccare la fuoriuscita di petrolio.

C’è di buono che, forse, per scongiurare altre eventualità così devastanti, una incompetenza tanto imbarazzante costringerà a interpellare altrove un genere diverso di esperti, di cui si spera abbonderà il prossimo futuro: persone che oltre a garantire una preparazione tecnologica avanzata e una ricca inventiva, abbiano talmente a cuore le sorti del Pianeta, da realizzare solo supporti tecnici rigorosamente privi di qualsiasi interazione nociva con l’ambiente, e che ben volentieri orientano le loro capacità nella ricerca di soluzioni semplici e poco costose per l’utilizzo rispettoso di altre risorse naturali. Magari ci vorrà ancora un po’ di tempo per comporre un sistema coerente, comunicante anche con gli altri ambiti, compreso quello medico, ispirato dalla felice alchimia di intelligenza, intuito, cooperazione, amore per l’ambiente e gli esseri viventi, senza secondi fini. Requisiti che probabilmente potranno emergere solo con un cambio sostanziale di prospettiva. Molti ritrovati geniali, applicabili a situazioni ed esigenze diverse, di una tale disarmante semplicità da non essere ancora visibili, sono di sicuro già pronti, concepiti nella coscienza collettiva ed esistenti per ora solo allo stato latente; tanti altri realizzati da anni, invece, spesso non sono stati divulgati di proposito. Tuttavia, quando i tempi saranno maturi, le novità corrispondenti a un nuovo piano di coscienza non potranno che manifestarsi sul piano materiale in tutta la loro sbalorditiva concretezza e semplicità.
Nella fase di transizione che stiamo attraversando, l’impegno a risanare l’ambiente, nonché - nel nostro Paese in particolare - a valorizzare e difendere un patrimonio artistico e paesaggistico unico, può diventare un terreno di sviluppo illimitato, sia con l'invenzione di lavori diversi, che con il graduale proporsi di nuovi modi di concepire il lavoro. Un orizzonte davvero appassionante, indispensabile per alimentare e condividere una prosperità fondata su più sani e gioiosi presupposti. Del resto, il petrolio non durerà in eterno. Quanto al nucleare, Dio ce ne scampi! Se per i danni più volte arrecati agli oceani dalle perdite di greggio le soluzioni sono, come ben si vede, ancora “in alto mare”, i rimedi per le conseguenze ancora più pericolose e durature delle possibili disfunzioni delle centrali nucleari, sono inesistenti.

Forse l’enorme criticità che si sta verificando nel Golfo del Messico, potrebbe accelerare visibilmente la sensibilità ambientale nel Pianeta, non solo incoraggiando la collaborazione tra le menti e gli animi più capaci della Terra per correre ai ripari, ma anche per ripensare l’uso della tecnologia, affinché sia utile ma innocua, e non soppianti l’elemento umano.
Proteggere l’acqua è proteggere la vita stessa. Con questo intento possiamo attivarci a molti livelli, contribuendo anche con gesti semplici, come bere consapevolmente un bicchier d’acqua. Tanto meglio se, durante l’estate, abbiamo occasione di andare al mare, al lago o lungo i fiumi! E' un'opportunità piacevole per entrare ancora più in contatto con il prezioso elemento di cui siamo fatti in buona parte e per celebrarlo. Basta rivolgersi un istante all’acqua con un’onda di gratitudine, per sentire come il cuore immediatamente si ristori. Se affidiamo il nostro slancio amorevole alla coscienza cristallina dell’acqua, il nostro messaggio arriverà lontano, e verrà senz’altro accolto con delicatezza e sollecitudine.

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